Esistono delle formule o delle frasi che i genitori possono dire ai propri bambini quando vengono portati da un professionista?

 

Talvolta vi è la necessità di contattare uno Psicologo (o un altro professionista della salute, come lo Psicomotricista, Logopedista, ecc..) per il proprio figlio, sia per intraprendere un percorso sia per consulenze necessarie al suo corretto e sano sviluppo.

 

Il primo passo necessario è il colloquio conoscitivo con il professionista, dove i genitori sono invitati insieme, o separatamente, se questo non fosse possibile. Ciò permette di parlare ed esporre dubbi sullo sviluppo del bambino senza che esso sia presente, oltre che raccontare la storia del bambino e le sue fasi di crescita. Il colloquio con i genitori è altresì necessario per prendere visione del consenso informato e la privacy: senza la firma di tali moduli (da parte di entrambi i genitori), il professionista non è autorizzato a vedere il minore.

E poi?

Talvolta i bambini arrivano dallo Psicologo convinti di “vedere un’amica della mamma”, oppure di andare “da una maestra speciale”.

In realtà sono piccole bugie a fin di bene, ma che possono creare confusione ai bambini. Accade inoltre che alcuni genitori dicono ai bambini di andare dal dottore, con la promessa: “se ti comporterai bene, dopo ti farò un regalo”, oppure: “ti comprerò un gelato”.. e così via. 

In effetti è molto più semplice motivare una visita dal dentista, per esempio, così come può essere facile allettare una consulenza dallo psicologo con la promessa di un bel gelato subito dopo!

Può succedere però che il bambino si senta spaesato: riconosce che quella signora non è un’amica della mamma.. non l’ha mai vista prima! 

 

Occorre, come in molti altri casi, dire la verità, in modo molto semplice e con una modalità appropriata all’età.

 

  • Ai bambini che ancora frequentano la scuola dell’infanzia o più piccoli, si può dire che andranno a visitare una persona interessata ai suoi giochi e che potranno giocare o disegnare insieme.

 

  • I bambini più grandi, che già sono in età scolare, spesso sono consapevoli delle difficoltà che incontrano, anche se non riescono a dargli un nome e una definizione: in questi casi può essere molto utile dire che andranno da una persona che, giocando, potrà scoprire i suoi punti di forza e aiutarlo a stare meglio. 

 

  • Ragazzi adolescenti: è estremamente importante motivare la scelta, soprattutto se già il ragazzo è titubante o contrario alla visita. Gli adolescenti già hanno un’idea della figura professionale e aiutarli a prendersi cura di se stessi, facendoli sentire accolti, rappresenta un grande valore. Inoltre, sentire che la sua famiglia vuole che stia bene, anche e soprattutto rivolgendosi a una figura professionale, aiuta a sviluppare un senso di appartenenza, cura, autostima. 

 

Spesso andare dallo Psicologo (o dallo Psicomotricista) può non essere semplice, più per i genitori che per i bambini stessi. In generale, si può dire che vedranno una persona esperta, che giocando e disegnando, potrà scoprire i loro punti di forza. Resta da specificare che queste sono indicazioni generali: contattando e confrontandosi con il professionista si potrà decidere quale spiegazione dare al bambino, secondo la sua storia e la sua personalità, in modo che possa affrontare serenamente la conoscenza del professionista. 

 

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