Cos’è il gioco simbolico e a cosa serve?

 

Attenzione!! Serpenti in studio!!!

Il gioco simbolico è spesso utilizzato nella pratica in studio, come chiave nello sviluppo del bambino dal punto di vista cognitivo, affettivo e sociale. Attraverso il gioco infatti il bambino imita e mette in atto ciò che accade nella realtà “facendo finta di..”! Ciò permette di dare senso al mondo, di integrare nuove conoscenze con quelle pregresse, di creare nuovi schemi motori, di favorire le interazioni con gli altri e lo sviluppo del linguaggio. Permette lo sviluppo dei processi messi in atto nel cercare le soluzioni e permette di porre altre domande e problemi.

 

 

Ecco che quindi qualsiasi cosa può essere utilizzata come simbolo e come rappresentazione di qualcosa che non è presente ma..che si può immaginare.  Ciò fa parte della fase del gioco simbolico, che inizia verso i 2 anni di età ed evidenzia la capacità di rappresentazione dei bambini (Relly, 1993). I bambini possono far finta di cucinare, di “far finta di essere il papà o la mamma”, possono utilizzare oggetti in altri contesti e situazioni, ricreando significati.

 

Piaget (1962), psicologo, biologo e pedagogista, ha posto in stretta relazione il gioco e lo sviluppo cognitivo dei bambini, poiché permette la conoscenza e l’elaborazione della realtà e del mondo, favorendo lo sviluppo di storie, della narrazione e quindi del linguaggio.

 

In tutti i casi è fondamentale incentivare e potenziare il gioco simbolico e lo è ancora di più nei casi di disabilità cognitiva infantile e di Autismo o nei disturbi del neurosviluppo, dove è molto importante favorire, implementare e potenziare il gioco, soprattutto quello simbolico. 

Oggi lo slime è diventato un serpente, domani…chissà?

 

gioco simbolico