Negli ultimi giorni stanno girando sul web e sui Social molte canzoni elaborate in 8D, con la raccomandazione di ascoltarle con le cuffie per avere un’esperienza di ascolto nuova, definita da molti come “l’ascoltare la musica con il cervello”.

In realtà le sperimentazioni in 8D sono vecchie, ma sicuramente si sono migliorate nel corso del tempo, grazie a strumenti e programmi digitali che permettono di modificare l’equalizzazione e le frequenze del suono.

Il risultato durante l’ascolto è davvero particolare: la sensazione è che la musica si “sposti” da una regione all’altra della nostra testa, in modo fluido.

Se non hai mai provato, ti consiglio questa: https://www.youtube.com/watch?v=T2ggYdgq8hc

La raccomandazione è ovviamente quella di ascoltarla con le cuffie.

 

Ma come funziona questa musica?

Si ascolta davvero con il cervello?

 

In realtà OGNI COSA viene ascoltata con il cervello! Per comprendere meglio il meccanismo della musica 8D, è necessario capire come in realtà funziona il cervello e il sistema uditivo quando percepiamo i suoni. Alcuni spunti utili provengono dalla Psicoacustica, ovvero dalla percezione soggettiva dei suoni. La Psicoacustica è infatti lo studio della Psicologia della percezione acustica.

Il nostro sistema uditivo

Molto brevemente, l’orecchio può essere diviso in tre parti: orecchio esterno, medio e interno. L’orecchio esterno, costituito dal padiglione auricolare e dal meato uditivo esterno, incanala il suono verso la membrana timpanica e l’orecchio medio, dove il suono viene amplificato attraverso i tre ossicini – martello, incudine e staffa. L’orecchio interno contiene la coclea, che trasforma le onde sonore in segnali neurali acustici. La coclea ha una struttura a spirale piena di liquido, che contiene delle cellule ciliate connesse al nervo uditivo: queste, “muovendo le ciglia”, convergono l’energia sonora in segnali neuronali. Gli impulsi provenienti dall’orecchio viaggiano attraverso il nervo uditivo e le fibre nervose uditive vanno da ciascun orecchio a entrambi i lati del cervello, raggiungendo delle porzioni corticali diverse: la corteccia uditiva primaria e corteccia uditiva secondaria. In entrambi i nuclei della corteccia uditiva, le cellule sono organizzate in ordine di frequenza: queste cellule possono produrre una risposta, ovvero attivarsi, a specifiche fonti di suono o a suoni specifici.

 

Come riusciamo a determinare la provenienza di un suono?

Così come avere due occhi garantisce maggiori abilità visive, così avere due orecchie assicura maggiori abilità uditive. L’uso di due orecchie è detto rilevamento binaurale e garantisce la capacità di localizzare una fonte sonora, ovvero da dove arriva un suono: dietro di noi, davanti, di lato, sopra, sotto.

La capacità di localizzare la fonte sonora dipende sostanzialmente da tre indici: la differenza di tempo di arrivo, la differenza di fase e l’ombra sonora.

La differenza di tempo di arrivo (o differenza di latenza) si riferisce al diverso tempo in cui un suono arriva a ciascun orecchio, anche se tale differenza può essere piccola quanto una frazione di millisecondo.

La differenza di fase si riferisce al fatto che diverse porzioni dell’onda sonora arrivano a ciascun orecchio in un dato momento: quindi se un orecchio è stimolato da una porzione ad alta frequenza dell’onda sonora, l’altro potrebbe essere stimolato da una a bassa pressione.

Infine, l’ombra sonora è relativa alla posizione della nostra testa rispetto al punto di provenienza del suono: le informazioni provenienti dal lato della testa rivolto verso il suono saranno più intense rispetto al lato della testa non rivolto verso il suono.

 

 

Il meccanismo utilizzato nella musica 8D quindi, fa riferimento alle diverse fasi dell’onda sonora con cui vengono stimolate le due orecchie, oltre alle diverse frequenze presentate all’orecchio destro o all’orecchio sinistro.

 

Il cambiamento nell’equalizzazione dei suoni, l’uso delle diverse percezioni stereofoniche e una diversa regolazione delle frequenze fa sì che il suono sia percepito come proveniente da diverse posizioni intorno a noi: davanti, dietro, di lato, ecc..

 

In tal modo quindi non è vero che “ascoltiamo la musica con il cervello”, perché tutta la musica viene ascoltata con il cervello! Semplicemente diamo degli stimoli diversi al nostro sistema uditivo, “ingannando” il cervello sulla reale provenienza del suono. Il nostro cervello cerca di informarci sulla diversa localizzazione della fonte sonora, ma in realtà sono le diverse frequenze del suono, che fanno percepire diversi punti di provenienza del suono stesso.

 

dr.ssa Sara Verdini