Ogni volta che incontro una persona o un bambino nel mio Studio, dedico molto tempo all’ascolto. Con i bambini per esempio posso mettermi seduta a terra, lasciando che sia il bambino a mostrare dei movimenti, questo o quel gioco animati in modo diverso, simulando azioni o versi di animali.

Mettersi all’ascolto non è un “non intervento”: come stare da una parte e guardare, controllando l’ambiente.

Mettersi all’ascolto è uno stato di reciprocità interattiva che mette al centro prima di tutto la capacità di risuonare delle intenzioni e delle azioni degli altri, in questo caso dei bambini. Liberi di mostrarsi e sperimentarsi, possono esprimere necessità e bisogni, direzionando il percorso stesso. E’ grazie all’osservazione e all’ascolto che si può procedere in modo puntuale su cosa porta la persona e su quali sono i suoi bisogni, insieme.


🌱Ascoltare in questo senso non vuol dire capire in modo definitivo, ma illuminare i propri dubbi.

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